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Il Blog degli amministratori

17 Mag 2017

LA SICUREZZA DEI VETRI IN CONDOMINIO

Ci sono, a volte, situazioni di pericolo che è facile ignorare, e mi riferisco ai vetri e alle vetrate presenti negli stabili che si amministrano o in cui abitiamo.

La nuova norma del febbraio 2015, la UNI 7697/15 (Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie) regola i criteri di selezione dei vetri in funzione della destinazione d’uso, con l’obiettivo di assicurare i requisiti minimi di sicurezza. La norma indica le tipologie di vetri ammessi nelle varie circostanze di potenziale pericolo, costituendo un riferimento nella giusta scelta dei vetri da usare, tenendo conto dei rischi che eventuali rotture possono provocare a persone e a cose.

Per la scelta del vetro di sicurezza più idoneo, la norma considera diversi tipi di azioni che possono sollecitare una vetrata in opera, identificando i vari gradi di sicurezza: dall’antiferita alla caduta nel vuoto, con particolare attenzione agli urti dovuti da impatto di una persona (UNI EN 12600) e agli urti di oggetti, quali sassi, colpi di mazza, di ascia, causati da atti vandalici o tentativi di effrazione (UNI EN 356).

In base questa classificazione, la UNI 7697/15 prescrive i criteri di scelta delle lastre da impiegare nei casi in cui si presentano potenziali pericoli, indicando l’uso di specifici tipi di vetri di sicurezza e precisandone la classe prestazionale minima.
Pertanto, in tutte le situazioni di potenziale pericolo, si dovranno installare sempre vetri di sicurezza, in corrispondenza di quanto riportato nella normativa.

In caso di possibilità d’uso del vetro di sicurezza temperato, va anche considerato il rischio della caduta di frammenti, che si verifica in caso di rottura del vetro temprato termicamente.

La norma, in funzione del tipo di montaggio e della posizione delle lastre, indica quando un prodotto temprato debba essere sottoposto al trattamento di stabilizzazione termica HST. Infatti, tra le principali modifiche introdotte nell’edizione 2015 della norma, evidenziamo quella relativa ai vetri temperati, che devono essere sottoposti a stabilizzazione termica HST se posti ad altezza maggiore di 4 m dal piano di calpestio.

Materia trattata è anche il rischio di shock termico: si suggerisce, infatti, di verificare l’opportunità di utilizzare vetri di sicurezza temprati o stratificati temprati.
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Un’importante innovazione è l’obbligo di inserire come lastra interna nelle vetrate isolanti, poste anche ad altezza oltre i 100 cm dal calpestio, un vetro di sicurezza, nello specifico: le lastre componenti le vetrate isolanti in opera su serramenti, anche ad altezza superiore ai 100 cm dal piano di calpestio, poste verso l’interno dell’ambiente devono essere di sicurezza.

Si possono usare vetri temperati o stratificati, classificati secondo la resistenza all’urto, come previsto dalla UNI EN 12600:

>>> vetro temprato: classe minima 1C3
>>> stratificato: classe minima 2B2

Quindi, a differenza della vecchia norma, la revisione impone sempre, per le finestre, una lastra di sicurezza temperata o stratificata sul lato interno.

Altre novità sulla sicurezza previste dalla norma UNI 7697/15 sono:
>>> le porte finestre devono essere con vetro di sicurezza;
>>> il vetro temperato posto in opera ad altezze superiori ai 4 metri, la cui rottura possa proiettare frammenti, deve essere stato sottoposto al test di stabilizzazione termica HST;
>>> nelle balaustre i vetri stratificati, anche se completamente intelaiati, devono essere realizzati almeno con un plastico pvb da 0.76;
>>> nelle situazioni di potenziale pericolo come parapetti, tettoie, pavimenti, gradini calpestabili, in cui la rottura di tutte le lastre componenti il vetro stratificato possa comportare il rischio di collasso della struttura, bisognerà usare almeno uno dei seguenti componenti del vetro laminato: vetro ricotto, plastico rigido, vetro indurito.

Per la messa in sicurezza dei casi sopra esposti non sempre è necessario sostituire il vetro, ma è possibile adeguarsi alle norme vigenti con la posa in opera di speciali pellicole protettive; ricordo che tali pellicole, oltre alla valenza di sicurezza, possono offrire vantaggi di comfort ambientale e, di conseguenza, economici: pensiamo a un ambiente esposto a sud nei mesi estivi, dotato di vetrate, finestre, etc… e il consumo di energia per raffrescarlo.

Grazie alla tipologia riflettente delle pellicole è possibile respingere la parte di radiazione solare che scalda, lasciando filtrare la luce: l’ambiente risulterà protetto e la spesa per il raffrescamento di molto ridotta.

Bisogna dunque rivolgersi ad aziende e tecnici specializzati per un controllo delle vetrate presenti in condominio e il loro adeguamento alla UNI7697/15; solo così sarà possibile accedere a soluzioni innovative ed economiche, che molto spesso vengono ignorate o messe in secondo piano rispetto a interventi che sono sentiti come più importanti, benché il capitolo sicurezza comporti rischi penali per il condominio e l’amministratore.

Simone Pignoli
ImprESA: Energia | Serivizi | Amministrazione
www.impresatorino.it

1 Risposta

  1. Aldo

    Ciao Simone, la questione vetri nei condominii ha sempre creato questioni (recentemente anche penali) occorre quindi stare MOLTO attenti affinché non si sottovaluti la sicurezza nei ns stabili. Hai fatto bene a scrivere queste informazioni generali ma utili nella realtà condominiale.

    La sicurezza è, tra l’altro, argomento sia nei prossimi corsi di aggiornamento annuali per gli amministratori che per gli aspiranti che partecipano al primo corso formativo

    Aldo Barile
    docente formatore corsi DELPHO

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