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Il Blog degli amministratori

30 Nov 2017

POSA DELLA FIBRA IN CONDOMINIO

A parere di chi scrive ciò che fa evolvere una società è il progresso e quindi la tecnologia di uso comune disponibile ai più. Oggi siamo sempre più connessi e lo sviluppo dell’infrastruttura di rete ci dà la possibilità di avere la fibra a disposizione direttamente a casa nostra e con prezzi accessibili.

Nel caso di portare la fibra nelle abitazioni private facenti parte di un condominio, però, le cose paiono complicarsi: a fine ottobre è giunta notizia, da parte di un operatore del settore, di problematiche nell’installazione del ROE, ovvero il Ripartitore Ottico Edificio) in prossimità dei contatori elettrici a cui dovrebbe seguire il cablaggio delle singole unità abitative.

Come è successo negli anni ’80 alla allora Telecom con il progetto Socrate, le adempienze normative a cui deve sottostare il condominio e, ancora prima, l’amministratore, stanno mettendo il bastone fra le ruote all’innovazione tecnologica che sta investendo le nostre città.

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Un amministratore che non sia a conoscenza dei piani di sviluppo del settore e dei vari operatori TLC (telecomunicazioni) potrebbe, dopo il primo contatto in merito alla posa della fibra, indire un’assemblea con i condòmini, rallentando le tempistiche operative delle compagnie.

Diversamente se desse il nulla osta senza consultazione assembleare potrebbe incorrere anche in guai giudiziari dovuta all’opposizione di un qualunque proprietario avente titolo. Resta però sempre innegabile il diritto del singolo dietro esplicita richiesta.

Ciononostante sono molti i casi in cui, per disinformazione, per paura di lavori ad alto impatto strutturale o per semplice disinteresse al servizio, gli ostacoli burocratici stanno impedendo la connessione di stabili alla fibra.

Gli operatori di settore si stanno muovendo per stringere collaborazioni con le varie associazioni di categoria, che potrebbero contribuire a diffondere la corrette informazione in merito alla tipologia di lavori, alle tempistiche e ai vantaggi che ciò può comportare (un immobile cablato in fibra è destinato ad acquisire un maggiore valore, rispetto ad altri dotati solo di ADSL o fibra al cabinet).

Nonostante l’intervento sia gratuito e nella maggior parte dei casi il cablaggio verticale dei cavi dal punto di terminazione agli alloggi non sia invasivo, la percentuale di amministratori che rifiutano l’esecuzione dei lavori è di circa 3 o 4 su 10; in alcune città le percentuali di rifiuto sono state pressoché bulgare.

Sembra addirittura che a Ravenna un operatore del settore, con la collaborazione del Comune, starebbe organizzando degli incontri con gli amministratori, nei quali vengono esposti i dettagli tecnici e le procedure operative della posa della fibra.

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Il concetto di cablaggio in fibra (FTTH) non è molto chiaro né agli amministratori né forse ai condòmini: per chi vuole informarsi, anche a grandi linee, sul perché questo intervento migliori la qualità delle nostre connessioni consiglio di cliccare qui >>> (link a wikipedia)

Simone Pignoli
ImprESA: Energia | Serivizi | Amministrazione
www.impresatorino.it

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