011 588.97.71
info@delpho.it

Il Blog degli amministratori

10 Nov 2015

REGISTRO ANAGRAFE CONDOMINIALE: SIAMO SICURI… DI ESSERE SICURI?

La mancata compilazione del registro anagrafe condominiale rappresenta un rischio notevole per l'amministratore.

Il registro anagrafe condominiale è visto spesso come una fonte inutile di spesa da parte dell’assemblea, ma se non correttamente compilato può mettere a rischio l’incarico dell’amministratore.

Durante l’assemblea una condomina si lamenta del fatto che la cantina risulta essere così buia che è costretta a cercare il nottolino utilizzando la luce dello smartphone; richiede dunque l’installazione di un nuovo punto luce.

La richiesta riguarda una sola delle cinque scale che compongono lo stabile. E l’assemblea si anima improvvisamente: c’è chi non è disposto a pagare per la comodità altrui; sono quaranta anni che giù in cantina ci si vede benissimo, tanto che nessuno si è mai sognato di voler aggiungere luci.

L’amministratore seda le questioni personali e mette ai voti per la scala in questione (l’assemblea riguardava anche il riscaldamento, c’erano dunque anche gli inquilini), senza commentare ulteriormente.

Ad una sommaria ispezione le cantine risultano poco illuminate; un ramo di corridoio al cui fondo è riposta una scala di servizio è addirittura completamente buio; non solo, qua e là si vedono lampade aggiunte su spontanea iniziativa dei singoli (riprova della fondatezza della richiesta iniziale).

Interrogando l’amministratore sullo stato di compilazione del registro anagrafe condominiale (che come citato nell’art. 1130 c.c prevede “ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni”), si viene a sapere che la scarsa illuminazione nelle cantine risulta essere una delle criticità dell’analisi sui rischi.

Le motivazioni che portano l’amministratore a non adeguare lo stabile al suddetto registro (e quindi ad una vera e propria Valutazione delle Condizioni di Sicurezza, o VCS) sono imputabili al rischio di perdere l’incarico per aver sottoposto all’assemblea spese futili, o che comunque vengono percepite come tali.

Il rischio però che tali inadempienze portino a conseguenze gravi non sono così remote: di chi è la colpa se se qualcuno cade o inciampa perché non ha visto (perché era oggettivamente difficile vederlo!)uno scalino, un ostacolo?
È vero che l’intervento necessario prevederebbe ben più di una sola lampada (per un totale di neanche una decina di euro a testa) e quindi una spesa più elevata.

E quindi, come amministratore, che fare se l’assemblea rifiuta la spesa per adeguarsi alle nuove normative, non assolvendo alle quali si rischia in prima persona?

Si tratta in questo caso di un onere dal quale si può essere sollevati mettendo a verbale il rifiuto dell’assemblea? Tanto basta per metterci al riparo dalla legge?

Simone Pignoli
Amministratore condominiale
(libero professionista)

Lascia un risposta