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Il Blog degli amministratori

26 Giu 2017

REVOCA DELL’AMMINISTRATORE E MEDIAZIONE CIVILE

L’amministratore di condominio può essere revocato in qualunque momento da parte dell’assemblea dei condòmini, con la stessa maggioranza prevista per la nomina (art. 1136 c.c.), oppure con quella maggiore stabilita dal regolamento di condominio, ove questo presenti una norma in merito.

Nei casi in cui sussistano gravi irregolarità fiscali o nel caso in cui l’amministratore proceda ad una gestione del condominio senza avvalersi di un conto corrente, i condòmini, anche singolarmente, possono chiedere al medesimo la convocazione dell’assemblea avente come punto all’ordine del giorno la rispettiva revoca.

Le ipotesi di irregolarità gestionale sono elencate nel comma 12 dell’art. 1129, c.c.; e precisamente:

1) omessa convocazione dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto condominiale, il ripetuto rifiuto di convocare l’assemblea per la revoca e per la nomina del nuovo amministratore o negli altri casi previsti dalla legge;
2) mancata esecuzione di provvedimenti giudiziari e amministrativi, nonché di deliberazioni dell’assemblea;
3) della mancata apertura ed utilizzazione del conto di cui al settimo comma;
4) gestione secondo modalità che possono generare possibilità di confusione tra il patrimonio del condominio e il patrimonio personale dell’amministratore o dia latri condòmini;
5) aver acconsentito, per un credito insoddisfatto, alla cancellazione delle formalità eseguite nei registri immobiliari a tutela dei diritti del condominio;
6) promossa azione giudiziaria per la riscossione delle somme dovute al condominio, l’aver omesso di curare diligentemente l’azione e la conseguente esecuzione coattiva;
7) inottemperanza agli obblighi di cui all’art. 1130, numeri 6, 7 e 9 (in sintesi al tenuta dei registri e l’accesso ai documenti);
8) omessa, incompleta o inesatta comunicazione dei dati anagrafici e professionali all’atto della nomina o della conferma.

assemblea_mediazione

Nei casi appena elencati se l’assemblea non può o non riesce a provvedere alla revoca dell’incarico all’amministratore, i singoli condòmini promotori possono ricorrere in giudizio. Questo vuole dire che la revoca tramite autorità giudiziaria è subordinata, in questi casi, al preventivo esperimento della seduta assembleare.

La revoca tramite autorità giudiziaria è un procedimento di giurisdizione volontaria, cioè afferente a un diritto non avente natura contenziosa, e dato che sostituisce la volontà dell’assemblea, per l’esigenza di conferire una rapida ed efficace tutela della corretta gestione del condominio, si è stabilito che (fra le tante sentenze di Cassazione, tra le quali Cass. Civ., 20907/2004) “nel caso di accoglimento della domanda, il ricorrente, per le spese legali, ha titolo alla rivalsa nei confronti del condominio, che a sua volta può si può rivalere nei confronti dell’amministratore revocato.”

Il Tribunale di Padova, però, ha recentemente ritenuto che anche questo procedimento camerale debba essere preceduto dall’esperimento della mediazione civile, infatti con provvedimento del 24 febbraio 2015 il Giudice collegiale ha affermato che, ai sensi del combinato disp. art. 71 quater e 64 disp. att. c.c., la controversia in disamina rientri tra quelle soggette all’obbligo della mediazione ai sensi del D.Lgs. n. 28/2010.

amministratore_mediazione

La decisione sembra in contrasto proprio con il contenuto del decreto legislativo in questione, in quanto il legislatore, in merito alla mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, ha escluso i procedimenti camerali tra quelli che devono essere preceduti dall’esperimento del tentativo, a pena d’improcedibilità.

Il procedimento di revoca dell’amministratore ha natura camerale e carattere eccezionale e urgente: serve infatti a evitare potenziali danni da mala gestione; è infatti atipico perché diretto alla mera gestione di interessi nell’ambito della volontaria giurisdizione.

Quindi il singolo proprietario esclusivo che chiede al giudice la revoca dell’amministratore può addirittura difendersi personalmente, senza l’ausilio di un avvocato, perché il procedimento non decide su posizioni soggettive. A tale procedimento, che risulta dunque ispirato a rapidità, informalità e ufficiosità, non viene ammessa la partecipazione del condominio e dei condòmini, laddove l’unico legittimato a contraddire è l’amministratore “incriminato”.

Bisognerà vedere se la giurisprudenza, nel caso di revoca giudiziaria dell’amministratore, si orienterà verso la mediazione, oppure lascerà che tale provvedimento segua il naturale iter.

Simone Pignoli
ImprESA: Energia | Serivizi | Amministrazione
www.impresatorino.it

1 Risposta

  1. Aldo

    Beh anche questa specifica del Tribunale di Padova è una revoca giudiziaria diciamo che, al prossimo corso di aggiornamento professionale, si potrà approfondire la tematica della revoca seconda le attuali indicazioni della dottrina e della recentissima giurisprudenza.

    Aldo Barile
    docente formatore amministratori condominiali
    centro formativo DELPHO

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